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Mondovì in Movimento



Proseguono le “Pietre Resistenti” di MONDOVI’ in MOVIMENTO 0

Posted on aprile 15, 2016 by MoMo

Gli abitanti di Carassone – e tutti i monregalesi interessati – sono invitati a ripulire l’incisione del nome dei loro avi o conoscenti morti in guerra

Prima e Dopo Piazza MaggioreImpercettibili macchie arancioni si muovevano rapide, giovedì pomeriggio, ai piedi della Chiesa della Missione in Piazza Maggiore. Erano i volontari di MONDOVI’ in MOVIMENTO, impegnati nell’iniziativa “Pietre Resistenti”, finalizzata a restaurare scritte, lapidi ed epigrafi della città, affinché i sacrifici, i ricordi e gli avvenimenti di un tempo non sbiadiscano negli anni ma si perpetrino, viceversa, di generazione in generazione.

Qui le armi vollero uccidere l’idea. Le armi caddero, l’idea rifece la patria” recita una delle scritte riportate alla luce e incisa in memoria dei quindici partigiani che tra il 1944 e il 1945 perirono sotto il fuoco nazifascista nel rione di Piazza. Tra loro Antonio Sciolla, Medaglia d’Argento al Valor Militare, caduto nei pressi della Caserma Galliano il 19 gennaio del 1944; Giuseppe Curti e Cesare Iemini, componenti della V° Divisione Alpi – Brigata Valcorsaglia, fucilati proprio al muro della Chiesa della Missione il 6 agosto del ’44; Domenico Arnera, Luigi Borini, Franco Leonardi, Domenico Penazzo, Giuseppe Regis, Giovanni Scotto, Alberto Tallone e Rocco Verdone, trucidati da soldati tedeschi per rappresaglia il 18 dicembre del 1944 in Via Vasco; Enrico Baudino, Luca Eula, Hans Wilke e Tommaso Tomatis, infine, colpiti dal fuoco tedesco ormai in ritirata il 28 aprile 1945 in Piazza d’Armi.

DSC_0017Un’iniziativa, quella di MONDOVI’ in MOVIMENTO dall’alto valore etico e morale, che si sposterà la prossima settimana a Carassone, per cominciare i lavori di pulitura anche sulla grande lapide posta nei giardinetti a fianco della Chiesa Parrocchiale.
In questo caso, viste le dimensioni dell’epigrafe, i tempi saranno ovviamente più lunghi – fa sapere il Presidente del movimento Gabriele Campora ma desideriamo fin d’ora invitare tutti i carassonesi, e non, ad unirsi a noi per riportare alla luce i nomi dei loro parenti, conoscenti o amici periti durante i due conflitti mondiali. Ogni singola lettera incisa richiede un’attenta pulitura prima di essere riverniciata e sarebbe bello che a farlo fossero gli stessi discendenti, o chi ha chiara memoria, dei concittadini caduti in guerra. Un gesto simbolico per non dimenticarli”.
Appuntamento allora per giovedì 21 aprile a Carassone a partire dalle 17.45.

             Gabriele Gallo
per MONDOVI’
in MOVIMENTO

 

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Con l’avvicinarsi del 25 aprile tornano le “Pietre Resistenti” 0

Posted on aprile 12, 2016 by MoMo

Iniziativa di pulizia e restauro dei marmi commemorativi dei caduti della Resistenza promossa da MONDOVI’ in MOVIMENTO in collaborazione con l’ANPI

Lapide Piazza MaggioreIn vista delle celebrazioni per il 25 Aprile, anniversario della liberazione dall’occupazione tedesca e dalla dittatura fascista, torna “Pietre Resistenti”, l’iniziativa di pulizia e restauro di cippi e lapidi in memoria dei caduti della Resistenza presenti nel territorio di Mondovì, promossa dal movimento civico monregalese MONDOVI’ in MOVIMENTO in collaborazione con l’ Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (ANPI).
Ogni cippo, targa, lapide ricorda persone che hanno dato la vita per un ideale; è un frammento di memoria che ha bisogno di una delicata attenzione per essere colta e ascoltata; è l’occasione per ricordare e ricostruire il nostro passato.

Si partirà con il restauro della lapide commemorativa affissa sul muro della balconata esterna della Chiesa della Missione a Piazza, per poi intervenire su quella presente nei giardinetti a fianco della Chiesa di Carassone, in ricordo degli abitanti del rione caduti durante le due guerre.
Il primo appuntamento per chi vorrà collaborare o semplicemente ricordare, ascoltando le eroiche e tristi storie dei nomi scolpiti sul marmo, è per
giovedì 14 aprile, alle 17.45, nei pressi della Chiesa della Missione in Piazza Maggiore.

MONDOVI’ in MOVIMENTO

 

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Il Comune di Mondovì sostenga la Proposta di Legge per il riconoscimento del titolo di “Cavaliere della Liberazione” 0

Posted on novembre 18, 2014 by MoMo

LiberazioneLo scorso 23 luglio 2014 è stata presentata alla Camera dei Deputati una Proposta di Legge avente come oggetto “Istituzione del riconoscimento di cavaliere della Liberazione”, a firma degli On.li D’Ottavio, Gribaudo e altri.
Mediante tale proposta “si chiede al Parlamento di approvare l’istituzione del titolo di cavaliere della Liberazione, da assegnare ai cittadini italiani, donne e uomini, partigiani, civili e militari, combattenti e reduci, che a vario titolo hanno contribuito al successo della lotta di Liberazione dal Fascismo e dal Nazismo”. L’onorificenza proposta consisterebbe in un riconoscimento semplice, senza croci né medaglie, per esprimere la gratitudine della Nazione.

I Consiglieri di MONDOVI’ in MOVIMENTOMagnino, Gambera e Tarolli – hanno presentato un Ordine del Giorno da discutere nel prossimo Consiglio comunale di Mondovì nel quale sottolineano come i protagonisti della Lotta di Liberazione, su cui si fonda la nostra Repubblica, meritino il nostro riconoscimento non solo per il dovere della Memoria, ma soprattutto per consentire di trasmettere alle nuove generazioni i valori, i principi e i propositi della Costituzione.

La Deputata del PD, Chiara Gribaudo

La Deputata del PD, Chiara Gribaudo

Inoltre considerano che tale opportunità sia tanto più sentita dalle nostre comunità locali che versarono un alto tributo di sangue alla lotta di Resistenza nella Provincia di Cuneo, per questo insignita dal Presidente della Repubblica della Medaglia d’Oro al V.C., e chiedono, pertanto, che l’Amministrazione comunale di Mondovì manifesti al Presidente della Camera dei Deputati il proprio pieno sostegno all’approvazione da parte del Parlamento della proposta di legge per l’istituzione del riconoscimento di “Cavaliere della Liberazione”.

 

DOWNLOAD – Ordine del Giorno per l’istituzione del riconoscimento di Cavaliere della Liberazione

 

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Ultima escursione di “A piedi… liberi” nelle Langhe 0

Posted on settembre 09, 2014 by MoMo

Domenica 14 settembre ultimo appuntamento con l’iniziativa “A piedi… liberi”, una serie di escursioni in luoghi significativi della Resistenza nelle nostre zone, organizzata dall’ANPI di Mondovì in collaborazione con Libera, MondoQui e MONDOVI’ in MOVIMENTO.
Dopo aver “esplorato” le Valli monregalesi (a luglio sulla Tura e ad agosto alla cappella di San Marco in Val Maudagna),ora tocca alle Langhe, dove i partigiani occuparono vaste aree per lughi mesi e resistettero a durissimi rastrellamenti.
Il percorso scelto è un sentiero tra Somano e Bossolasco, con sosta al Centro rete di fraz. Garombo.

Il ritrovo è davanti alla Stazione di Mondovì alle ore 9:00 (dove si condivideranno i posti in auto) o, per chi vuole, direttamente sulla piazza di Somano alle 9:45.
Da Somano, su un ripido sentiero nel bosco, si arriva al Centro-rete di Garombo (ma ci si può arrivare anche in auto). Si tratta di un monumento-rifugio nato con l’esplicito fine di divenire luogo di memoria degli eventi che si svolsero tra la Langa e la Pianura, ma anche centro-studi e sede di una mostra permanente sulla Resistenza e nodo di una rete di sentieri partigiani.
A Garombo si farà tappa, e Graziella Altare, figlia di Carlo Altare, partigiano delle Formazioni Garibaldine dell’ISLAFRAN (formate da italiani, slavi e francesi), racconterà la storia di quella Formazione, che operò in zona a fianco della banda “Monte Bram” di Giustizia e Libertà.
Dal Garombo, su un sentiero più facile e passando per il campo di lancio, ci si sposterà al Colle della Resistenza di Bossolasco, fornito di un’area attrezzata dove consumare il pranzo (al sacco).
La camminata dura circa 2 ore.
Per il ritorno ci si organizzerà per recuperare le auto a Somano.

Info: 349 5372854 (Rosa Pesa) oppure 346 0590336 (Daniela Oggerino).

 

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Domenica 31 agosto, torna “A piedi… liberi”, passeggiate su itinerari “partigiani” 0

Posted on agosto 25, 2014 by MoMo

Dopo il successo della prima escursione, a luglio, alla grotta sulla Tura, domenica 31 agosto, torna “A piedi… liberi”, passeggiate su itinerari “partigiani”, in luoghi che furono significativi per la Resistenza nelle nostre zone.
Ci si troverà a Baracco, in val Ellero, alle ore 9,30 e si camminerà in gruppo fino alla cappella di San Marco al Pellone, dove il 14 gennaio 1944 furono trucidati partigiani e civili, sorpresi dai tedeschi. Anche questa volta alla partenza e alla mèta saranno raccontate le vicende legate alla guerra di Liberazione nazionale avvenute sui luoghi dell’escursione.
Appuntamento anche davanti alla Stazione di Mondovì alle ore 9.00 per sfruttare al meglio i posti in auto fino a Baracco.
L’iniziativa è organizzata da ANPI, Libera, MondoQui e MONDOVI’ in MOVIMENTO.
Il terzo ed ultimo itinerario, il 14 settembre, porterà nelle Langhe, con passeggiata tra Somano e Bonvicino. Gli itinerari sono tutti inferiori alle due ore di cammino e occorre portarsi il pranzo al sacco.
Info: 339 3178646 (Mauro Pettini) oppure 346 0590336 (Daniela Oggerino).

 

A seguire un brano tratto dal libro “Il Prete dei ribelli” in cui è narrato il massacro della cappella di San Marco al Pellone:

“In quella settimana, don Beppe ricevette una dolorosa nuova: in Val Maudagna avevano ucciso molti patrioti e civili. Prese il tramvai alla Succursale, salì al Pellone.
Lassù trovò un gelo bruciante, e i corpi insanguinati dei ribelli distesi sul pavimento della cappella coperto di sangue.
Era una cosa che spaccava il cuore mettere nelle bare quella gioventù. Con le carni violentate dalle ferite e dal sangue, con le facce troppo bianche come fossero di cera, oppure grigie. Li spinse dentro le bare, tra i singhiozzi alti delle donne, spezzando quelle gambe e quelle braccia che erano diventate rigide per la morte e per il gelo.
Don Beppe metteva fuori la voce a monosillabi, aveva la fronte corrugata, gli occhi lucidi. Volle prendere alcune fotografie. C’erano ancora per terra, davanti alla cappella, le scodelle bianche con i cucchiai di ferro: una aveva un fondo di minestra ghiacciata.
Gli raccontarono che il 14 (gennaio 1944), era il venerdì, erano arrivati a Miroglio dei tedeschi con alla testa il podestà di Pianfei, Carlo Bongioanni, armato fino ai denti. Costui era famoso in giro perché era un fascista fanatico e crudele. Era sempre accompagnato dalla sua squadra di neri. I militi avevano dei gladi di alluminio sulle mostrine fatte come fiamme nere.
C’era silenzio in valle, la neve pareva aver spento ogni suono. I tedeschi e i fascisti arrivarono d’improvviso al Pellone passando anche dalla selletta che la divide dalla Valle Ellero, e poi da Frabosa Sottana e da Soprana; i ribelli del Pellone stavano mangiando e cianciando con voce tranquilla, seduti davanti alla cappella. Cinque di loro furono agguantati e poi fucilati davanti alla cappella, con una mitragliatrice, alla distanza di pochi passi; alcuni erano riusciti a fuggire e a nascondersi nelle baite e nelle case. Li inseguirono, uccisero degli uomini e dei giovani della frazione, incendiarono le case; vapori nauseabondi si alzavano nell’aria.”

(A.Morandini, Il Prete dei ribelli, CEM 2011)

 

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Domenica 27 luglio, camminata alla grotta dei partigiani sulla Tura 0

Posted on luglio 23, 2014 by MoMo

Per otto giorni, da sabato 16 dicembre 1944 fino all’antivigilia di Natale, un gruppo di partigiani del distaccamento della Tura restò accanto al compagno Beppe Milano, ammalato gravemente, trovando rifugio in una grotta sulle pendici di cima Durand. Era in corso il terribile rastrellamento nazifascista, iniziato l’11 dicembre.

Per quegli uomini, appartenenti alla III Divisione autonoma Alpi, la decisione di non sganciarsi dalla formazione e mettersi in salvo in pianura fu una decisione volontaria, dettata dallo spirito di solidarietà per il compagno sofferente. Furono giorni di stenti, ma non di disperazione: a consolare e rafforzare ci pensava il cappellano della formazione, don Beppe Bruno, parroco del Borgato e attivo organizzatore dell’Azione Cattolica cittadina e delle ACLI. Fu un modo per restare coerenti alla scelta della Resistenza, che così si ampliava dall’ambito politico e militare e diventava presa di posizione per un impegno solidale, deditorio, in cui l’amicizia e lo spirito di gruppo potevano valere come ragione per rischiare la vita. Il tenente alpino Beppe, aggravatosi prima di Natale, fu infine portato a valle, dove morì, il 30 dicembre. La Resistenza monregalese aveva così un’epica tutta sua, un racconto da tramandare con affetto e ammirazione.

La forza simbolica delle coordinate di quel fatto non sfuggirono ad Albino Morandini, che ne fece il nucleo del suo Il prete dei ribelli (nuova edizione CEM 2011): la grotta nella neve come luogo umile di nascondimento, di sacrificio e di rigenerazione  –  un po’ sepolcro, un po’ grotta di Natale – e “arca” dei valori buoni della cura reciproca, da preservare per la città futura, quella ancora da costruire, per ora assediata dai mitra dei fascisti e dei nazisti; la scelta di restare ”in alto”,  controcorrente, in nome della coerenza a quei valori:  la stessa del fenogliano Johnny, negli stessi giorni, in Langa.
A settant’anni di distanza dall’episodio della Grotta della Tura, l’A.N.P.I., Libera, MondoQui e MONDOVI’ in MOVIMENTO, organizzano per domenica 27 luglio una camminata (ritrovo ad Artesina ore 9,30, pranzo al sacco) alla grotta di cima Durand, con rievocazione dellevento. Verrà letta, tre l’altro, una testimonianza inedita di Umberto Oggerino, partigiano della III Divisione “Alpi”.

L’iniziativa si svolge nell’ambito di A piedi liberi, tre camminate rievocative della Resistenza. Le successive si terranno il 31 agosto, da Baracco alla cappella di San Marco ed il 14 settembre, da Somano a Bonvicino. L’invito è esteso a tutti.

 

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