Insieme per una città veramente di tutti

Mondovì in Movimento



Come procede l’iter per ottenere la dichiariazione di notevole interesse pubblico per le aree esterne di Piazza? 0

Posted on maggio 08, 2014 by MoMo

I Consiglieri comunali Paolo Magnino, Giovanni Gambera e Stefano Tarolli di MONDOVI’ in MOVIMENTO, Luca Borsarelli di Scelta Civica, Federico Costamagna del Movimento 5 Stelle e Mario Bovetti, sono i firmatari di un’interrogazione al Sindaco in merito alla richiesta di attivazione della procedura necessaria ad ottenere la dichiarazione di notevole interesse pubblico delle aree esterne di valenza storica, archeologica e paesaggistica del rione Piazza.

Nel maggio del 2013 l’associazione Italia Nostra, sezione di Mondovì, aveva presentato istanza alla Commissione Regionale c/o la Regione Piemonte Direzione Programmazione Strategica Politiche Territoriali ed Edilizia per ottenere tale dichiarazione per il rione alto di Mondovì.
Dopo un sopralluogo la Commissione Regionale ha valutato positivamente la sussistenza dei requisiti richiesti e in una lettera del gennaio 2014 ha comunicato al Sindaco del Comune di Mondovì, Stefano Viglione, di auspicare una fattiva collaborazione con il Comune al fine di definire la disciplina più idonea per la tutela dell’area in oggetto, considerato il ruolo che l’Amministrazione comunale svolge nella salvaguardia del proprio territorio.

I Consiglieri di opposizione chiedono pertanto quali provvedimenti, indirizzi e decisioni abbia assunto l’Amministrazione Viglione in tal senso e quando e come sia attivata rispetto alla  lettera della Commissione Regionale del 20 gennaio 2014.

 

DOWNLOAD – Interrogazione su richiesta vincolo rione di Piazza

 

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Quale destino per il trasporto pubblico locale a Mondovì? 0

Posted on marzo 21, 2013 by MoMo

I Consiglieri comunali di opposizione a Mondovì – Magnino, Gambera e Tarolli (MONDOVI’ in MOVIMENTO), Borsarelli (Lista Civica), Costamagna (Movimento 5 Stelle) e Bovetti – sono i firmatari della seguente interrogazione al Sindaco Viglione, volta a conoscere il destino del servizio di trasporto pubblico locale a Mondovì.

 

Mondovì, 19 marzo 2013

Ill.mo Signor Sindaco
della CITTA’ DI  MONDOVI’

 

Oggetto:  interrogazione con richiesta di risposta in Consiglio Comunale sui tagli al trasporto pubblico locale.

 

I sottoscritti MAGNINO Paolo, GAMBERA Giovanni e TAROLLI Stefano Consiglieri Comunali del gruppo consigliare di “MONDOVI’ in MOVIMENTO”, BORSARELLI Luca di “SCELTA CIVICA”, COSTAMAGNA Federico del “Movimento 5 Stelle” e BOVETTI Mario

premesso che

 – la città di Mondovì ha sicuramente subito con decorrenza 1° gennaio  2013 un taglio di 60.000 km (su 330.000 complessivi – esclusa la Funicolare) del trasporto pubblico locale da parte della Regione Piemonte;

– il servizio erogato ai cittadini non ha, fino ad oggi, subito alcuna modifica, essendosi assunto il consorzio GRANDA BUS l’onere  per i primi due mesi dell’anno; dal 1° di marzo il maggior costo è totalmente a carico del Comune di Mondovì;

 – l’ Amministrazione Comunale in ottica di “ottimizzazione” del Servizio sembrerebbe intenzionata ad eliminare la linea CARASSONE – SANT’ANNA prolungando per Carassone la linea di Breo e facendo passare per Sant’Anna i bus extraurbani;

 considerato che

– nel 2012 il Comune di Mondovì ha già subito un taglio al servizio del trasporto pubblico locale del 6%;

– il Comune di Mondovì e la Provincia di Cuneo diversamente da altri comuni quali Alba, Bra e Cuneo e da quasi tutte le altre provincie piemontesi non hanno presentato ricorso al TAR contro i tagli al trasporto pubblico locale decisi dalla Regione Piemonte;

– la Regione Piemonte ha ottenuto dal governo centrale fondi per il trasporto pubblico locale ma non li ha destinati allo scopo;

in relazione

– alle notizie della ingiunzione di pagamento nei confronti della Provincia di Cuneo intentata da parte del Consozio Granda Bus per il mancato pagamento di 14.000.000 di euro relativi alle prestazioni effettuate nel 2011 e 2012;

– alle dichiarazioni del Governatore della Regione Roberto Cota che avrebbe annunciato un taglio di un ulteriore 24% dei fondi destinati al trasporto pubblico locale con decorrenza 1° aprile 2013 (un taglio di tali dimensione metterebbe seriamente a rischio addirittura il trasporto scolastico);

chiedono, gradendo risposta nel prossimo Consiglio Comunale

– quali effettivi tagli subirà il servizio di trasporto pubblico locale a Mondovì;

– quali linee e quali servizi sino da considerare necessari, indispensabili ed insopprimibili nel caso – nefasto – in cui si rilevassero fondate e confermate le dichiarazioni del Presidente della Regione Piemonte  Roberto Cota;

– quando e come l’Amministrazione Comunale intenda informare compiutamente delle decisioni assunte la cittadinanza e quale decorrenza avranno;

– quali iniziative – anche politiche – l’Amministrazione intenda assumere per evitare la perdita potenziale di posti di lavoro del personale addetto al trasporto pubblico locale ed il ridimensionamento del servizio di trasporto pubblico locale che ha assunto, nel tempo, le caratteristiche di un servizio sociale riservato soprattutto alle fasce più deboli della popolazione.

Ringraziando per l’attenzione, porgono cordiali saluti

 

DOWNLOAD – Interrogazione sui tagli al trasporto pubblico locale

 

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La “Conferenza dei Capigruppo” deve essere autonoma e non una propaggine della Giunta, né un “Consiglio del re” che dà voce alle volontà del Sindaco. 0

Posted on febbraio 28, 2013 by MoMo

Come è noto i Consiglieri Comunali eletti nella medesima lista formano, di regola e qualunque sia il loro numero, un gruppo consiliare; così pure i candidati sindaci non eletti.
I singoli gruppi consiliari identificano al loro interno un Capogruppo.
I Capigruppo costituiscono un organismo permanente, presieduto dal Presidente del Consiglio, denominato “Conferenza dei Capigruppo” che collabora con il Presidente stesso  nel garantire il buon funzionamento del Consiglio, sia preventivamente, con la fissazione dell’ordine del giorno, sia durante l’adunanza. Essa, in particolare, è competente:
– in materia di interpretazione del Regolamento del Consiglio Comunale e Commissioni Consiliari;
– in materia di organizzazione dei lavori e dello svolgimento delle adunanze del Consiglio Comunale;
– in particolari argomenti eventualmente ad essa attribuiti dal Consiglio comunale.

Secondo i Consiglieri comunali di MONDOVI’ in MOVIMENTO Magnino, Gambera e Tarolli – nella Conferenza dei Capigruppo dello scorso 14.02.2013 non è emersa quella collaborazione tra Conferenza e Presidente del Consiglio necessaria a garantire “il buon funzionamento del Consiglio”. Infatti non è stata minimamente presa in considerazione la richiesta dei due Consiglieri comunali di minoranza – Bovetti e Borsarelli – di posticipare la data di convocazione del Consiglio Comunale a causa della loro indisponibilità a partecipare per impegni personali. Le sedie vuote dei due Consiglieri assenti hanno così provocato un acceso dibattito nell’ultimo Consiglio comunale al quale i rappresentanti di MONDOVI’ in MOVIMENTO hanno dato seguito con la presentazione di un’interrogazione nella quale chiedono al Sindaco Viglione:
– se l’Amministrazione ritenga che la ‘Conferenza dei Capigruppo’ agisca sempre conformemente a quanto statuito dall’art. 78 del Regolamento del Consiglio Comunale e Commissioni Consiliari”;
– se le sedute della “Conferenza dei Capigruppo” vengano verbalizzate come avviene per le sedute delle Commissioni Consiliari Permanenti e, in caso di risposta negativa, se non si ritenga necessario provvedere in futuro alla verbalizzazione delle sedute .

 

DOWNLOAD – Interrogazione sulla Conferenza dei Capigruppo

 

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L’opposizione unita chiede al Sindaco l’adesione del Comune di Mondovì alla “Carta per una rete di enti territoriali a Spreco Zero” 0

Posted on gennaio 31, 2013 by MoMo

I Consiglieri comunali di MONDOVI’ in MOVIMENTO – Gambera, Magnino e Tarolli – hanno presentato di comune accordo con gli altri Consiglieri di opposizione a Mondovì – Costamagna (5 Stelle), Borsarelli (Mondovì Città Solidale) e Bovetti – un Ordine del Giorno nel quale chiedono al Sindaco Viglione e alla sua Giunta di sottoscrivere per conto del Comune di Mondovì la “Carta per una rete di enti territoriali a Spreco Zero” e condividere e promuovere con i propri mezzi di comunicazione la campagna “Un anno contro lo spreco”, per sensibilizzare l’opinione pubblica sul valore positivo del cibo e dell’alimentazione e sulle conseguenze dello spreco alimentare dal punto di vista economico, ambientale e sociale al fine di favorire una cultura economica e civile improntata ai principi della sostenibilità e della solidarietà.

 

 

 IL CONSIGLIO COMUNALE DI MONDOVI’

PREMESSO CHE

 –       lo spreco alimentare è uno scandaloso paradosso del nostro tempo. Mentre vi è la necessità di aumentare la produzione di alimenti almeno del 70% nei prossimi anni per nutrire una popolazione che conterà 9 miliardi nel 2050, nel mondo, secondo FAO, si spreca più di un terzo del cibo che viene prodotto. Tanto che se si potessero recuperare tutte le perdite e gli scarti, si potrebbe far mangiare, per un anno intero, metà dell’attuale popolazione mondiale: 3,5 miliardi di persone.

–       lo spreco alimentare è tanto più incomprensibile quanto più aumentano a livello mondiale e locale: l’impoverimento globale a causa della crisi economica (secondo la Conferenza delle Nazioni Unite per il Commercio e lo Sviluppo negli ultimi quarant’anni il numero dei paesi molto poveri è raddoppiato passando da 25 nel 1971 a 49 nel 2010, la stessa cosa è avvenuta per il numero delle persone al di sotto della soglia di povertà a partire dagli anni ’80); le persone denutrite e sottonutrite (1 miliardo secondo la FAO nel 2010); la produzione di rifiuti urbani (502 Kg a persona nell’UE-27nel 2010).

–       lo spreco alimentare riguarda tutti i passaggi che portano gli alimenti dal campo alla tavola e colpisce indistintamente tutti i Paesi del mondo. In quelli in via di sviluppo dove si localizza a monte della filiera agroalimentare (6-11 kg pro-capite nel 2010 secondo FAO) e in quelli sviluppati collocandosi a valle: distribuzione, ristorazione e consumo domestico (95-115 kg a testa, secondo FAO). L’Unione Europea con 180 kg pro-capite e l’Italia con 149 kg pro-capite risultano sopra la media dei Paesi sviluppati.

–       nei Paesi più “ricchi” la parte preponderante degli sprechi alimentari avviene a livello domestico. Secondo una stima della Direzione Generale per l’Ambiente della Commissione Europea negli Stati membri il 42% del totale degli sprechi, 76 kg pro-capite per anno, si materializza all’interno delle mura domestiche (pari al 25% della quantità di cibo che i cittadini europei acquistano ogni anno). Almeno il 60% di questo spreco potrebbe essere evitato.

–        In Italia nel 2011 lo spreco di cibo a livello domestico è costato ad ogni famiglia poco meno di 1.600 euro all’anno, ovvero il 27% dei 5.724 euro spesi ogni anno per l’acquisto di beni alimentari (dopo l’abitazione, la spesa alimentare è la seconda voce nel bilancio delle famiglie italiane).

–        Lo spreco alimentare “vale” il 2,4% del PIL a prezzi di mercato nel 2011 pari a circa 40 miliardi di euro. Si tratta del 14% del valore riferito all’intero sistema agroalimentare italiano (286 miliardi di Euro nel 2010). Gettando via il cibo si sprecano le risorse naturali impiegate – suolo, acqua, energia – per produrre, trasformare, distribuire e smaltire e si determinano impatti negativi non solo dal punto di vista economico ma anche ambientale.

–       Secondo il Libro nero dello spreco in Italia – che stima l’impatto ecologico delle perdite di cibo – nel nostro Paese lo spreco alimentare dal campo al supermercato corrisponde a circa 3,6 milioni di tonnellate all’anno. Tale quantità di cibo sprecato comporta l’emissione di 4,14 milioni di tonnellate di CO2 (pari all’8,79% delle emissioni del settore agricolo o al 3,98% delle emissioni del sistema agroalimentare italiano). In termini di acqua virtuale, ciò che è rimasto non raccolto in campo nel 2010, corrisponde a poco più di 1,2 miliardi di m3, una quantità pari al lago d’Iseo. Ipotizzando una percentuale di cibo sprecato del 20%, circa il 3% del consumo finale di energia sarebbe attribuibile allo spreco alimentare. Questo dato sarebbe equivalente ai consumi energetici finali di 1.650.000 italiani.

–       combattere lo spreco e le perdite di alimenti e le relative conseguenze – una vera e propria Wasting Review da accoppiare alla più nota Spendig Review – deve dunque essere una priorità economica, ecologica e sociale per la politica, le istituzioni, le amministrazioni locali, le imprese e la società civile.

 

CONSIDERATO CHE

–       il Parlamento Europeo ha votato in seduta plenaria (Strasburgo, 19 gennaio 2012) una Risoluzione su come evitare lo spreco di alimenti: strategie per migliorare l’efficienza della catena alimentare nell’UE preparata dalla Commissione per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale su impulso della Dichiarazione congiunta contro lo spreco elaborata da Last Minute Market nel quadro della campagna europea Un anno contro lo spreco, sottoscritta da tante personalità della cultura e della scienza;

–       la Risoluzione del PE intende lo spreco alimentare come l’insieme dei prodotti scartati dalla catena agroalimentare per ragioni economiche o estetiche o per prossimità della scadenza di consumo, ma ancora perfettamente commestibili e potenzialmente destinabili al consumo umano e che, in assenza di un possibile uso alternativo, sono destinati a essere eliminati e smaltiti producendo esternalità negative dal punto di vista ambientale, costi economici e mancati guadagni per le imprese;

–       la Risoluzione del PE si pone l’obiettivo di ridurre del 50% gli sprechi alimentare entro il 2025 e di dedicare il 2014 come Anno Europeo di lotta agli sprechi alimentari attraverso una strategia per migliorare l’efficienza della catena alimentare degli Stati Membri.

 

ULTERIORMENTE PREMESSO CHE

–       Il Comune di Mondovì nel gennaio 2009  ha firmato un protocollo d’intesa denominato “PROGETTO BUON FINE” con COOP LIGURIA che attraverso la CARITAS DIOCESANA DI MONDOVI’ consente il recupero settimanale delle merci deperibili invendute per destinarle alla mensa cittadina o a famiglie in stato di indigenza;

–       Il Comune di Mondovì ha firmato nel 2010 e successivamente rinnovato una convenzione in scadenza il prossimo 30 giugno 2013  denominata “PROGETTO BUON SAMARITANO” con la MARANGONI SRL e la CARITAS DIOCESANA DI MONDOVI’ per la distribuzione dei pasti giornalieri non consumati nelle mense di Mondovì;

–       La mensa serale della Cittadella della Carità della CARITAS CITTADINA ha servito nel 2012 n. 7.126 pasti rispetto ai 5.202 del 2011 ed ai 4.804 del 2010;

–       Sono in aumento le borse della spesa offerte settimanalmente dalle Caritas Parrocchiali alle famiglie in difficoltà;

–       Negli ultimi anni è aumentato il numero dei supermercati presenti con marchi diversi sul territorio comunale con i quali l’Amministrazione Comunale non ha ancora stipulato alcun tipo di accordo;

 

IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA

–       A sottoscrivere la “Carta per una rete di enti territoriali a Spreco Zero” allegata al presente Ordine del Giorno e condividere e promuovere con i propri mezzi di comunicazione la campagna “Un anno contro lo spreco” per sensibilizzare l’opinione pubblica sul valore positivo del cibo e dell’alimentazione e sulle conseguenze dello spreco alimentare dal punto di vista economico, ambientale e sociale al fine di favorire una cultura economica e civile improntata ai principi della sostenibilità e della solidarietà;

–       a rendere operative da subito alcune delle indicazioni contenute nella “Risoluzione europea” contro lo spreco alimentare per contribuire concretamente all’obiettivo di dimezzare entro il 2025 gli sprechi alimentari.

 

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Sconcerto per la decisione della procura di Stoccarda di archiviare l’inchiesta sull’eccidio di Sant’Anna di Stazzema 0

Posted on ottobre 22, 2012 by MoMo

L’eccidio di Sant’Anna di Stazzema, che ispirò nel 2008 a Spike Lee il film “Miracolo a Sant’Anna”, fu uno dei peggiori crimini compiuti dall’esercito nazista nella seconda guerra mondiale in Italia. 

Ai primi di agosto 1944 Sant’Anna di Stazzema, sull’altipiano lucchese, era stata qualificata dal comando tedesco “zona bianca”, ossia località adatta ad accogliere sfollati, e la popolazione aveva superato nell’estate le mille unità. Senza che ci fossero state operazioni militari di rilievo da parte delle forze partigiane che si erano spostate da tempo più a sud, all’alba del 12 agosto 1944 tre reparti di SS salirono a Sant’Anna mentre un quarto chiudeva ogni via di fuga a valle sopra il paese di Valdicastello. Alle sette il paese era circondato. Quando le SS giunsero a Sant’Anna, accompagnati da fascisti che fecero da guide, gli uomini del paese si rifugiarono nei boschi per non essere deportati mentre donne vecchi e bambini, sicuri che nulla sarebbe capitato loro, in quanto civili inermi, restarono nelle loro case.
In poco più di tre ore vennero massacrate 560 persone, in gran parte donne, bambini e anziani, che furono rastrellati, chiusi nelle stalle o nelle cucine delle case e uccisi con colpi di mitra e bombe a mano.
Non si trattò di rappresaglia. Come emerse dalle indagini della Procura Militare di La Spezia si trattò di un atto terroristico, di una azione premeditata e curata in ogni minimo dettaglio. L’obiettivo era quello di distruggere il paese e sterminare la popolazione per rompere ogni collegamento fra le popolazioni civili e le formazioni partigiane presenti nella zona.

Il Tribunale militare di La Spezia nel  2005 condannò all’ergastolo  dieci ex SS colpevoli del massacro e la sentenza fu confermata in Appello nel 2006  e ratificata in Cassazione nel 2007.
La procura di Stoccarda, invece, il 1° ottobre 2012 ha deciso di rinunciare all’azione penale verso gli ex SS che parteciparono al massacro di Sant’Anna di Stazzema con motivazioni che il Presidente Giorgio Napolitano ha definito “sconcertanti”.
Vediamo cosa c’è scritto nelle motivazioni:
“Il fattore determinante per la decisione di archiviare l’inchiesta è stata l’impossibilità di addurre …….prove documentali comprovanti che il massacro sia stato un atto di sterminio volto contro la popolazione civile eseguito su comando e programmato già in anticipo”. Insomma, l’uccisione di 560 civili (di cui 107 sotto i 15 anni e 11 sopra i 60 anni) non era premeditato e, sempre i giudici tedeschi, “..sussiste infatti anche l’eventualità che l’operazione in origine avesse come obiettivo la lotta ai partigiani e la cattura di uomini in grado di lavorare da deportare in Germania e che l’ordine di fucilazione sia stato dato solo una volta risultata chiara l’impossibilità di conseguire tale obiettivo.

La giustizia, ma prima ancora la logica, non è di casa alla procura di Stoccarda!

E’ come dire che il massacro è avvenuto per default : non c’erano partigiani, non c’erano uomini da deportare in Germania e allora avanti con i il massacro di donne, bambini e anziani. E il crimine sarebbe minore, come un delitto…….preterintenzionale.

La sezione A.N.P.I di Mondovì  e le altre Associazioni Partigiane, FIVL – I.Vian hanno preparato il seguente O.d.G., firmato dai 6 i consiglieri di minoranza della Città di Mondovì (Giovanni Gambera, Stefano Tarolli, Paolo Magnino, Luca Borsarelli, Mario Bovetti e Federico Costamagna) con la richiesta che  venga messo in discussione nella prossima seduta del Consiglio Comunale.
J.J

DOWNLOAD – O.d.G. sulla strage di S.Anna di Stazzema

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Cala la maschera della maggioranza nell’ultimo Consiglio comunale 0

Posted on ottobre 02, 2012 by MoMo

Il Sindaco Viglione, anche ieri – nel corso di un lunghissimo Consiglio comunale (convocato dopo quasi due mesi!) – non ha risparmiato ai Consiglieri di minoranza e al pubblico presente in sala e collegato in streaming, il solito fervorino – diventato ormai un mantra –  sul “volemose bene”,  collaboriamo tutti, maggioranza e opposizione, per il bene della città, lasciamo da parte le divisioni, ecc.

A dimostrare la caducità di queste affermazioni, ancora una volta, ci ha pensato la sua maggioranza e, questa volta, con un epilogo clamoroso: l’abbandono dell’aula da parte di tutti i Consiglieri di opposizione e la conseguente interruzione del Consiglio comunale per mancanza di numero legale.
Il casus belli é scaturito intorno alle h. 22, quando si doveva esaminare il quinto Ordine del Giorno, co-firmato da tutti i Consiglieri di opposizione, riguardante la difesa delle linee ferroviarie locali recentemente soppresse dalla Regione Piemonte. Tra le 14 linee ferroviarie “minori” che sono state “rimodulate” (da ferro a gomma) vi sono pure la “Mondovì-Cuneo”, la “Savigliano-Saluzzo-Cuneo”, la “Bra-Ceva”, la “Ceva-Ormea”, la “Alba-Asti” e la “Alba-Alessandria”, linee di rilevante importanza economica, sociale e turistica in un territorio, già gravato dallo stato di disservizio del trasporto pubblico locale ferroviario e che viene a pagare un notevole prezzo da queste soppressioni e/o ridimensionamenti. La richiesta al Consiglio Comunale era di esprimere forte contrarietà e chiedere che i territori interessati ai tagli o ai ridimensionamenti venissero consultati e che le esigenze degli stessi venissero tenute in considerazione sospendendo ogni provvedimento in materia.

Dopo una conferenza dei Capigruppo in cui non si era trovato un accordo su un testo comune, la maggioranza ha tentato un colpo di mano cercando di mettere ai voti un testo che, per forma e sostanza, era fortemente dissonante con quello in discussione. E questo, nonostante il chiarimento del Segretario comunale che un testo fortemente emendativo di quello in discussione doveva essere depositato almeno 24 ore prima. 

I Consiglieri di opposizione, dopo aver constatato ancora una volta che l”eleganza politica” e il rispetto delle regole non appartiene a questa maggioranza, hanno abbandonato l’aula, riservandosi di portare il tutto a conoscenza del Prefetto.

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Continuare a costruire ovunque o meglio prima verificare quanti edifici sfitti, vuoti o non utilizzati ci sono a Mondovì? 0

Posted on settembre 30, 2012 by MoMo

I Consiglieri di opposizione in Comune a Mondovì – Gambera, Magnino e Tarolli di “MONDOVI’ in MOVIMENTO”, Costamagna del “Movimento 5 Stelle Mondovì”, Borsarelli di “Mondovì Città Solidale” e Mario Bovetti – hanno presentato un’Ordine del Giorno, da sottoporre al Consiglio comunale nella prossima seduta ancora da convocare, nel quale chiedono un preciso impegno al sindaco Viglione e alla sua giunta:
avviare entro un mese dall’approvazione dell’ Ordine del Giorno  il censimento degli immobili sfitti o non utilizzati proposto dal Forum nazionale “Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i Territori” e terminarlo entro 6 mesi dall’inizio.

Un gruppo di oltre 150 persone (tra cui amministratori locali, architetti, urbanisti, professionisti del settore) ha elaborato una scheda di censimento da recapitare a tutti gli 8.101 Comuni italiani, richiedendone la compilazione entro 6 mesi. E’ la precisa proposta di un metodo di pianificazione, che andrebbe adottato con immediatezza per scongiurare ciò che sta purtroppo accadendo, ovvero che i piani urbanistici siano realizzati lontano dai bisogni effettivi delle comunità locali e prevedano nuovo consumo di suolo nonostante l’ampia disponibilità edilizia già esistente. A fine febbraio è stata avviata la campagna nazionale con la spedizione a tutti i Comuni italiani della richiesta ufficiale di compilazione della scheda censimento. Ad oggi il Comune di Mondovì non ha ancora risposto all’appello, nonostante un successivo sollecito.

Non abbiamo dubbi sul favorevole accoglimento della proposta da parte dell’amministrazione Viglione visto il contenuto del programma Amministrativo del Sindaco e delle sue liste nel capitolo inerente lo “Sviluppo del Territorio”:

“Ogni scelta che riguarda l’uso del territorio deve essere attentamente ponderata anche in termini di ricaduta sulla qualità sociale ed ambientale del territorio stesso, le azioni di governo dovranno sempre essere in linea con i principi generali di indirizzo in materia (sostenibilità ambientale, adeguato utilizzo delle risorse) ed al tempo stesso privilegiare lo sviluppo qualitativo e favorire la riqualificazione”  

e nel capitolo  “Curare la città: pianificazione urbanistica”, dove si parla esplicitamente della revisione del Piano Regolatore generale ispirata soprattutto al recupero del patrimonio edilizio esistente.

Attendiamo fiduciuosi!

 

DOWNLOAD – O.d.G. Censimento immobili sfitti o non utilizzati

DOWNLOAD – Scheda Censimento

 

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ITALIANI SI NASCE. I bambini nati in Italia devono essere italiani 1

Posted on settembre 18, 2012 by MoMo

L’obiettivo dell’“Ordine del Giorno sul riconoscimento della cittadinanza italiana ai figli di cittadini stranieri nati o residenti in Italia” – che vede come primi firmatari i Consiglieri di MONDOVI’ in MOVIMENTO (Gambera, Magnino e Tarolli) e a seguire tutti gli altri esponenti dell’opposizione (Luca Borsarelli, Mario Bovetti e Federico Costamagna) – è quello di far sì che il Consiglio comunale, il sindaco e la Giunta s’impegnino ad attivare tutti gli atti e le procedure necessarie a sostegno del riconoscimento della cittadinanza italiana per Ius Soli ai figli nati in Italia da entrambi genitori stranieri regolarmente residenti e ai ragazzi arrivati in Italia adolescenti, figli di cittadini non italiani regolarmente residenti, che abbiano qui compiuto un ciclo scolastico. Inoltre impegna il Presidente del Consiglio Comunale a trasmettere la delibera ai Presidenti di Camera e Senato e ai Capigruppo dei Partiti politici presenti in Parlamento.

Ma cosa significa acquisire la cittadinanza in virtù dello ius soli?
Esistono tradizionalmente due sistemi di trasmissione della cittadinanza alla nascita. Uno viene chiamato “ius soli”, il diritto che si acquisisce per nascita su un territorio e indipendentemente dalla cittadinanza dei genitori, secondo cui chi nasce in una nazione è cittadino di quella nazione. Il sistema storicamente è stato adottato soprattutto da quei Paesi che sono stati interessati da una forte immigrazione e che possiedono un’ampia superficie territoriale (Canada, Stati Uniti, Brasile, Argentina). L’altro è lo “ius sanguinis”, il diritto di sangue, secondo cui la cittadinanza si trasmette dai genitori ai figli, al di là del luogo in cui questi nascono. Il sistema si ritrova, a tutela dei discendenti, soprattutto in quegli Stati che hanno una storia di emigrazione.

La cittadinanza italiana è oggi basata sullo “ius sanguinis”, il diritto di sangue.
La condizione giuridica dei bambini figli di immigrati nati in Italia è quindi strettamente legata alla condizione dei genitori: se i padri ottengono la cittadinanza (dopo dieci anni di residenza legale) questa si trasmette anche ai figli per “discendenza”.

Secondo l’ISTAT al 1 gennaio 2011 i minori stranieri nati o cresciuti  in Italia erano circa un milione, cioè quasi il 22% dei minori residenti nel nostro paese.
A Mondovì sono  524 i bambini nati e qui residenti figli di cittadini stranieri.
La concessione della cittadinanza italiana sul principio dello ius soli eviterebbe il crearsi di situazioni paradossali nelle quali questi bambini, che per cultura e formazione si sentono italiani, crescano con un senso di estraniazione dal contesto che sentono essere il loro, con ripercussioni negative sull’ effettiva possibilità di un processo di integrazione e di un loro inserimento sociale. In tal modo si produrrebbe un atto nell’interesse dello Stato Italiano e fondamentale per favorire, consolidare e rafforzare il percorso di integrazione e radicamento avviato positivamente nel nostro territorio dalle persone di origine straniera che stabilmente vi abitano e intendono, con pari diritti e doveri, partecipare alla vita culturale e socio-politica del Paese.

 

DOWNLOAD – O.d.G. Cittadinanza italiana ai nati in Italia

 

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    MONDOVI' in MOVIMENTO verso...

    una Mondovì con più verde e meno supermercati, che tuteli il paesaggio e lo difenda da inutili cementificazioni e da uno sviluppo irrazionale

    una Mondovì capace di costruire opportunità di lavoro per tutti ed in particolare per le nuove generazioni

    una Mondovì che tuteli tutte le attività artigianali, commerciali, agricole e agroalimentari con particolare attenzione alle tipicità locali

    una Mondovì che scommetta sui giovani e sul loro entusiasmo, che li sappia coinvolgere attivamente nella vita cittadina e favorisca la nascita e lo sviluppo di associazioni, luoghi di aggregazione e di discussione

    una Mondovì che consideri prioritario il tema della scuola e che sostenga il mondo dello sport ad ogni livello

    una Mondovì che sappia valorizzare il suo patrimonio storico e culturale e la sua originale produzione artistica e letteraria

    una Mondovì che promuova la salute dei propri cittadini ed in particolare che sappia offrire un’assistenza adeguata alle persone anziane

    una Mondovì attenta ai bisogni delle persone, unita e solidale, dove chiunque possa sentirsi a casa

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    una Mondovì nel mondo, attenta ai cambiamenti che avvengono nella società, al suo interno e al suo esterno, e che sappia esserne protagonista


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