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Mondovì in Movimento



Il progetto “Pietre Resistenti” chiude con il “Giro dei Cippi” di Mondovì 0

Posted on aprile 23, 2014 by MoMo

Stavano agli angoli di strade trafficate, lungo pareti ingombre di insegne luminose o perse in mezzo alla campagna, ormai parte del paesaggio e quindi insignificanti. Cippi e lapidi di marmo: è bastato un tocco provvisto di adeguata istruzione – bastava leggerle, quelle lapidi, e magari informarsi – perché un mezzo miracolo si compisse.

Quelle “Pietre Resistenti” (al tempo, alla muffa, alla dimenticanza) hanno ricominciato a parlare. Così, sotto la spugna e i leviganti di MONDOVI’ in MOVIMENTO, il diciassettenne Luca, con un fucile più grande di lui e un fiero fazzoletto azzurro degli Autonomi è tornato a cadere sotto i colpi rabbiosi dei tedeschi in fuga, nei giorni della Liberazione, a Piazza, davanti al cantiere del Polo Scolastico. Vicino a lui Hans, il disertore tedesco stufo della divisa da aguzzino e passato coi partigiani, ha ancora pagato il suo gesto sotto le baionette dei suoi ex-commilitoni.

Sotto il pennellino acuto e calmo del cabalinguista  Marco Roascio, la morte dei diciannovenni Ubaldo e Giovanni è stata ancora ricordata insieme (ossia, alla lettera,  “commemorata”), capitata in un giorno del ’44, lungo la strada per Gratteria, dopo avere portato via armi e munizioni dal campo d’aviazione. Sotto la cura dei volontari in maglietta arancione, con il patrocinio dell’ANPI, anche il marinaio partigiano Giovanni Vizio, sorpreso per la spiata di una donna di Breo in un bar di Corso Statuto, è stato ricordato, ferito e poi giustiziato sul marciapiede, all’età di diciannove anni. Basta sfiorarle, quelle lapidi, e scostare il velo del tempo: le storie tornano a risplendere, con il loro lume di dolore e di eroismo, e tutti noi ascoltiamo quelle vicende ancora una volta, dicendoci che, anche a distanza di anni, quelle storie ci riguardano e vanno tramandate. Sono stati ragazzi italiani, quelli, figli delle nostre terre, che hanno pagato con la vita la loro scelta di libertà, libertà che è adesso la nostra. Martedì 15 aprile i volontari di MONDOVI’ in MOVIMENTO hanno riacceso la storia di due giovani caduti il 12 aprile del ’44 in via Manelli, vicino alla cascina Balte, in zona Crist: si chiamavano Giacobbe e Pasquale. Sono stati l’ultima Pietra Resistente del progetto: compiuto in mezzo a tanti commenti positivi, per l’intelligenza e la buona volontà dimostrate.

MONDOVI’ in MOVIMENTO chiuderà il lavoro con un “Giro dei Cippi” della città, giovedì 24 aprile, da fare in tanti (tutta la cittadinanza è invitata!), con partenza alle 9,30 dal Municipio: camminata da fare magari con un fiore in mano, ed una bandiera dell’Italia liberata. Un prologo alla Commemorazione del 25 aprile del giorno successivo, anniversario della Liberazione. 

MONDOVI’ in MOVIMENTO

 

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“Pietre Resistenti” 0

Posted on marzo 20, 2014 by MoMo

Si avvicinano le celebrazioni per il 25 Aprile, Anniversario della Liberazione dall’occupazione tedesca e dalla dittatura fascista. Un evento che ha costruito la nostra libertà, che è stato la base per il vivere democratico che tutti condividiamo. Una scelta consapevole di donne e uomini, portata avanti spesso nella sofferenza e nella morte. Sofferenza e morte che li hanno accomunati ai tanti nostri semplici concittadini, vittime della violenza e del sopruso di quegli anni terribili.
Non si tratta di miti creati ad arte, di una qualche retorica civile o peggio, ideologica. Lo testimoniano semplici pietre, deposte nel dopoguerra da mani grate e affettuose sui luoghi di Mondovì dove queste persone hanno versato il loro sangue in quegli anni. Sulle pietre ci sono nomi, date e talvolta le fotografie dei loro volti. Non sono abbandonate all’incuria: parenti, amici, e l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia si sono sempre occupati di fare manutenzione e portare un fiore, in occasione del Venticinque Aprile.

Quest’anno, con l’esperienza del progetto “Marmi Monregalesi” – il restauro a costo zero delle targhe delle vie cittadine che si svolge dal 2013 – MONDOVI’ in MOVIMENTO intende contribuire all’annuale rinnovo della memoria della Liberazione. Le intenzioni sono le stesse: dare un segno di cura “dal basso” per il decoro e la memoria storica della nostra città.
Con il patrocinio dell’ANPI di Mondovì il Movimento si è impegnato a ripulire e restaurare alcune di tali Pietre Resistenti (questo il nome dell’iniziativa) in vista delle celebrazioni. Sono le testimonianze di altrettanti dolorosi fatti di sangue, di cui non vogliamo si perda la memoria: sicuramente in via Rosa Bianca ed in piazza D’Armi e, se le condizioni attuali delle pietre ne permetteranno un restauro accettabile, anche in piazza Maggiore e presso l’ex campo d’aviazione nell’area industriale.
MONDOVI’ in MOVIMENTO
inoltre parteciperà, insieme al Comune di Mondovì e all’ANPI, al “giro dei cippi” , che si terrà giovedì 24 aprile alle 9,30 (partenza davanti al Municipio) per deporre fiori davanti ai piccoli monumenti.

L’infaticabile “braccio” di MONDOVI’ in MOVIMENTO, Marco Roascio, ha già provveduto a ripulire il cippo di piazza d’Armi, di cui vediamo nelle foto il “prima” e il “dopo”.  Il cippo è all’ombra degli alberi, in faccia al cantiere del Polo scolastico. Racconta una storia.
Sabato 28 aprile 1945, dopo le quattro del pomeriggio, i partigiani della Val Maudagna comandati da Giovanni Raineri incalzavano i tedeschi tra la Polveriera e i bastioni della Cittadella di Piazza. Colpi di mitra, rumori di passi affrettati, ordini gridati in tedesco e in piemontese. Cade un ragazzo di diciassette anni, Luca Eula, col fazzoletto degli Autonomi. Crolla Enrico Baudino, con un colpo in fronte, si accascia Tommaso Tomatis, proprio dietro il bastione della Cittadella. Hans Wike, disertore tedesco unitosi ai partigiani, viene ferito e inseguito dai suoi ex commilitoni, che lo finiscono a colpi di baionetta. Alle sei di sera i tedeschi rabbiosi entrano nelle case, non guardano in faccia a nessuno e sparano. A porta di Vico freddano due civili, Luigi Mamino e Stefano Barberis, gettano una bomba a mano nella bottega del barbiere Domenico Badino, dilaniandolo. In piazza Maggiore colpiscono Anna Bonino in casa sua, scesi a porta di Vasco sparano a Luigi Bertone e Luigi Prinetti.
Costò anche il loro sangue la nostra libertà: la nostra città abbia sempre memoria delle loro vite, e cura per quella libertà che ebbero così cara.

MONDOVI’ in MOVIMENTO

 

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